Il terzo uomo

Titolo originale: The Third Man

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Il terzo uomo è un film di genere giallo, noir, thriller del 1949, diretto da Carol Reed, con Orson Welles e Joseph Cotten. Durata 93 minuti. Distribuito da MINERVA (1950) - PANTMEDIA (I CLASSICI DI ORESTE DEL BUONO).

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TRAMA IL TERZO UOMO:

Poco dopo la fine della guerra, Holly Martins, scrittore canadese, si reca a Vienna, dove un suo amico d'infanzia, un certo Harry Lime, sta svolgendo un'attività di carattere umanitario. Martins si propone di collaborare con l'amico, ma giunto a Vienna, apprende che Harry è morto il giorno prima in seguito ad un incidente. Al funerale dell'amico, Martins conosce Calloway, capo della polizia militare americana, il quale gli rivela che Harry era un malfattore. Martins non ci vuol credere e intanto inizia, per suo conto, indagini sulla morte accidentale di Harry. Interroga vari amici del defunto, i quali sostengono che solo due persone erano presenti al momento dell'incidente, mentre a Martins risulta che i presenti erano tre. Riparla della cosa con Calloway, il quale può provargli che Harry spacciava penicillina falsificata, provocando numerose morti. Martins decide di partire e si reca a salutare Anna, grande amica di Harry. Uscendo, di notte, dalla casa di Anna, vede Harry in carne ed ossa, lo chiama, ma questo fugge. Chi è l'uomo sepolto con il nome di Harry? E cosa sta succedendo?

CRITICA DI IL TERZO UOMO:

"Un restauro ci riporta 'Il terzo uomo' nella forma e nel bianco e nero smagliante del direttore della fotografia Robert Krasker. Chi lo vedrà tornerà a chiedersi a chi vadano attribuiti i meriti maggiori di un film straordinario che ha almeno tre padri (quattro con il produttore Alexander Korda). A uno scrittore strepitoso e 'cattivo' come Graham Greene, che ha inventato la storia e scritto la sceneggiatura? A Sir Carol Reed che ha inventato una Vienna cupa, barocca, espressionista, sbieca, angosciosa? A Orson Welles, che interpreta uno dei suoi molti villain - più cattivo di Quinlan, più cinico di Kane - dandoci uno dei personaggi più duri del cinema e restando pur tuttavia, in qualche modo, un eroe?" (Irene Bignardi, 'la Repubblica', 29 maggio 2000)"Più che la suspense, ma in almeno un paio di scene non si fa peccato ad evocare Hitchcock, contano le atmosfere, il taglio delle inquadrature, i primi piani di certi volti diffidenti, la macchina da presa che fruga nelle strade, nei vicoli, davanti ai portoni, sotto i lampioni, tutto splendidamente illuminato dalla magica fotografia di Robert Krasker (puntuale e meritatissimo Oscar), e naturalmente l'indimenticabile motivo conduttore eseguito alla cetra da Anton Karas. Insomma, un capolavoro ritrovato". (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 3 giugno 2000)"Scritto da Graham Greene, diretto da Carol Reed, fotografato dall'occhio cupo di Robert Krasken scandito dalla cetra ossessiva di Anton Karas, recitato dai grandi Joseph Cotten, amico fatale, e Alida Valli, splendida donna in amore, Il terzo uomo (1949) torna a nuova vita restituito da un appassionato lavoro di restauro. Ed é subito festa". (Claudio Barabba, 'Sette', 8 giugno 2000)

CURIOSITÀ SU IL TERZO UOMO:

- AIUTO REGIA: GUY HAMILTON.- ORSON WELLES E CAROL REED NON SONO ACCREDITATI NEI TITOLI DI TESTA COME SCENEGGIATORI.- PALMA D'ORO AL FESTIVAL DI CANNES 1949.- OSCAR 1950 PER LA MIGLIOR FOTOGRAFIA.

FRASI CELEBRI:

NEL 2000.

SOGGETTO:

BASATO SUL ROMANZO DI GRAHAM GREENE

IL CAST DI IL TERZO UOMO:



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